Inoltre, in un mondo conversazionale, le mappe fotografano gli interlocutori quando invece ci interesserebbe misurare ciò che dicono e l'effetto che fa. E già all'epoca ci giocavamo usando dei tool di visualizzazione che si basavano sul dataset di Google (meno parziale e più personalizzabile di quello visto settimane fa).
In ogni caso, per chi si fosse appassionato alla querelle, segnalo il lavoro di Matthew (qui e qui) che è interessante. Non fosse altro che per la concettualizzazione che l'autore fa quando indica che "il centro iperconnesso è la comunità socio/politica della Rete", quella che io chiamo "mente sociale" e che è il punto in cui più frequentemente questo medium -per primo nella storia- discute su se stesso e sulla forma da darsi. :)











