Come al solito i post sui libri si contano sulle dita di una mano. Di La Società Digitale non avevo praticamente mai parlato sul blog, più per pudore mio che per altre ragioni. E' una ritrosia lunga e difficile da spiegare, che probabilmente passa per un senso della verifica che si finisce per avere con se stessi quando si sta per mettere in circolazione una costruzione organica che in qualche modo raccoglie anni di ricerca e ragionamenti.
Un anno e mezzo fa, presentando Blog Generation, intitolai il post Da Platone a Gattostanco. Era un modo per raccontare -attraverso l'indice dei nomi- come in quel libro ci fosse molto pensiero trasversale (e distribuito) e come le cose che tanti di noi fanno in Rete finiscono per diventare un esempio di come certe cose funzionino. Per La Società Digitale (che sarà disponibile in tutte le librerie dal 6 luglio) potrei usare qualcosa tipo: Dalla A Agamennone alla Z di Zambardino, però passando per la G delle mie gatte e la P di Pennac, la T di Torriero (e tante altre lettere).
Come per Blog Generation, La Società Digitale prova a raccogliere in maniera più completa e connessa una serie di riflessioni che qui sul blog (e altrove) avevo affrontato in ordine sparso. In quei post (o in quegli articoli ripubblicati sul blog) grazie alla conversazione con voi erano emerse alcune domande, che spesso richiedevano da parte mia ulteriore revisione o approcci diversi per produrre una risposta. Che in molti casi la stessa conversazione metteva a punto, migliorando l'analisi.
Con la possibilità di costruire un ragionamento completo e un'argomentazione di respiro più ampio, ho dunque provato a fornire un quadro generale osservato da diversi punti di vista, ma sempre partendo dall'analisi di quanto ci ha insegnato la storia degli ultimi dieci anni. Se Blog Generation era una visione "micro" di alcuni processi di relazione, La Società Digitale cerca di raccontare lo scenario in cui queste relazioni si costruiscono e si evolvono, osservato in un'ottica macro.
Naturalmente, in un mondo fatto di confronto e non di verità assolute, è lo scenario "secondo me". Ed è lì per tornare (spero) dentro la conversazione ed essere ancora migliorato. :)











