Weblog di Giuseppe Granieri
"I link non li ho dimenticati, li ho omessi. Perchè non erano necessari" [Vittorio Zambardino, nei commenti]
Girare nudi in Piazza Duomo. In realtà c'è un conflitto strano tra "link" e giornalista italiano. Ne abbiamo parlato più volte con Mario Tedeschini. Abbiamo spesso concordato sul fatto che (come dimostra Zambardino) nella cultura giornalistica italiana linkare la fonte è come girare nudi in piazza Duomo.
Ma, al di là del link alla fonte (senza il quale la rete non esisterebbe) la questione "tecnica" dell'uso dei link ha molti punti di vista diversi, se parliamo di informazione.
Mario Tedeschini mi ha convinto riguardo all'operato dei quotidiani online. Molto spesso il link all'interno dell'articolo non serve, mentre è sicuramente utile "intorno" all'articolo, per dare strumenti di approfondimento e verifica. E su questo la rete prima o poi imporrà le sue consuetudini.

Tuttavia il caso di Zambardino è diverso. Lui ha appena scritto un post "conversazionale" senza rispettare le regole della conversazione. In più, Zambardino, in un altro commento, parla anche (a sproposito) di Echo Chamber, alludendo al suo significato banale di "autoreferenzialità".
"Gentili figlioli,io sto lavorando e non ho tempo da perdere. Non ho cancellato alcun commento. Se qualcuno ha risultanze diverse me lo faccia sapere e passero' la cosa ai tecnici di Kataweb per una verifica di eventuali anomalie tecniche. Nessuno si illuda di diventare martire qui: siamo abituati a ben altro che alle flebili critiche della Echo Chamber."
Certo, la storia del lavoro e del poco tempo da perdere (su un discorso iniziato da lui) è un suicidio comunicativo, ma non è questo il punto. La storia dell'Echo Chamber mi sembra meno intuitiva da confutare, quindi provo a spenderci due righe. Il concetto di "camera dell'eco" deriva una serie di osservazioni fatte dai critici della Rete, che ne valutavano le dinamiche in ottica "media tradizionali". Se il Corriere cita Repubblica e L'Unità cita il Corriere, come pure succede, è una situazione autoreferenziale. Che ha, per i puristi, un valore poichè lo spazio sui giornali non è infinito e quindi la portata del medium è limitata.
In Rete invece, a parte il vecchio classico concetto base ("Internet prima pubblica, poi filtra"), la cosiddetta autoreferenzialità è strutturale. La Rete è un medium che "funziona sui link" e collega i discorsi tramite i link. La "conversazione" ha tutte le caratteristiche dell'autoreferenzialità (io commento ciò che Tizio ha detto), ma qui è "contenuto" non "dissipazione". Inoltre i link sono la chiave per "collegare" i frammenti di conversazioni (Technorati)e per stabilire i rank di accesso ai contenuti (Google).
Il risultato delle conversazioni è quello che fa della Rete (come dice Paolo) una macchina per l'interpretazione della Realtà. Se tutti smettessimo di linkare, non avremmo più nè il web nè le sue dinamiche. Se non ci fosse la Echo Chamber, la Rete sarebbe un'automobile senza motore.

Certo, Zambardino è un giornalista, ha da lavorare e non può mischiarsi con la gente comune che, nei suoi commenti, gli offre gratis consigli. Ma essere giornalista non significa rifiutare le regole dello strumento che si utilizza, anche se, comunque, se ne ha diritto (a patto di assumersene la responasbilità).
Inoltre, visto che Zambardino teorizza pure e afferma verità rivelate, io gli consiglio di pensarci e di cominciare a linkare. A costo di sentirsi nudo in piazza Duomo (poi ci si abitua, sono sicuro).
E, se non bastassero queste due righe scritte di fretta (sto partendo), c'è Google per capire un po' meglio. Chiave di ricerca "big conversation". Tra i risultati, sorprendentemente, si troveranno migliaia di pagine di studi e ricerche. Che leggere non fa male.
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Posted by g.g. | # | Società digitale | 06/15/2005




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