Weblog di Giuseppe Granieri
La mia personale opinione è che i casi di plagio (qui l'ultimo) non siano una novità ma, come mi scrive anche Francesco, oggi è semplicemente più facile metterli a nudo.

Google (inteso come icona della ricerca) è diventato uno stile di vita e un modello di approccio alla conoscenza. L'enorme disponibilità di cultura a disposizione di tutti tramite la Rete è una ricchezza che ciascuno usa come può. Gli individui più deboli cognitivamente, semplicemente, la rielaborano meno.

Il dato su cui rifletterei è la "percezione" che la Rete costruisce sul concetto di "autore", indebolendolo molto rispetto a quanto siamo abituati da millenni. Il concetto stesso di "disponibilità della conoscenza" che associamo a questo grande network cognitivo rende abbastanza l'idea.

Forse, dico forse perchè non ci ho pensato abbastanza, dovremmo rivedere (saremo abituati a rivedere attraverso le prassi, che cambiano il mondo) l'intera base filosofica del diritto d'autore. Per questa intuizione mai approfondita e verificata, io non ho mai messo su questo blog una licenza Creative Commons. La trovo civile, ma vecchia, vecchia come concetto, perchè si ispira a regole diverse da quelle della Rete, regole in cui la conoscenza ha un emissore e uno o più riceventi (mentre qui dentro, per descriverla, io direi che è diffusa nell'accezione più pervasiva della parola).

Se qualcuno legge dei concetti e li fa suoi, Internet ha raggiunto il suo risultato. Se poi li utilizza facendo semplicemente un cut&paste, ha rubato la forma ma la conoscenza resta un regalo di chi per primo l'ha messa in circolo. Certo, poi ci sono gli annessi e connessi delle polemiche e dei comportamenti degli individui, ma questo è ancora un altro problema. Un poeta greco, Tasos Samartzis, scriveva:
E' la Storia conflitto di interessi.
La vita, esercitazione di stile.


Update Paolo arricchisce la discussione citando, giustamente, i link. Io credo che il fatto stesso che i casi di plagio vengano sottolineati e condannati dal network porterà anche i "soggetti cognitivamente più deboli" ad adottare man mano questa prassi (che forse, In Rete, è la "cosa giusta" che Mauro indicava nei commenti).
Sulle licenze Creative Commons, prometto di rifletterci meglio.
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Posted by g.g. | # | | 09/23/2004




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