
E' facile che molti italiani che usano Facebook non lo sappiano (o non se ne interessino ancora): c'è un film, intitolato «The Social Network», costruito proprio sulla vita del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Poichè questo signore (forte della titolarità di un ambiente in cui mezzo miliardo di persone condivide e modifica le sue preferenze) è un personaggio discretamente potente, se ne sta parlando molto.
Mi raccontava
Fabio che New York a settembre era tappezzata di manifesti. Ma al di là del marketing, anche il dibattito è abbastanza vasto. Segnalo solo due articoli ai più curiosi. Il primo è il profilo di Zuckerberg fatto dal New Yorker (
The Face of Facebook), che ho trovato via
Livia qualche giorno fa. Il secondo è la recensione di Lawrence Lessig che, come dice
Antonio, è un po' come se Kant recensisse i Monty Python:
Sorkin vs. Zuckerberg.
Ma, tra tutte le cose che ho letto, sono incline a considerare le riflessioni di Dave Winer come le più interessanti. «Anche se non ne esce benissimo», dice in sintesi Winer, «il film mette Zuckerberg su un livello superiore a tutti gli altri, Gates e Jobs inclusi». Nessuno mai prima di lui era arrivato a tanto. Un po' come Zeus con gli altri dei in una mitologia meno moderna e tecnologica.
Dave Winer,
The Zuckerberg movie is good for Zuckerberg>

E' facile che molti italiani che usano Facebook non lo sappiano (o non se ne interessino ancora): c'è un film, intitolato «The Social Network», costruito proprio sulla vita del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Poichè questo signore (forte della titolarità di un ambiente in cui mezzo miliardo di persone condivide e modifica le sue preferenze) è un personaggio discretamente potente, se ne sta parlando molto.
Mi raccontava
Fabio che New York a settembre era tappezzata di manifesti. Ma al di là del marketing, anche il dibattito è abbastanza vasto. Segnalo solo due articoli ai più curiosi. Il primo è il profilo di Zuckerberg fatto dal New Yorker (
The Face of Facebook), che ho trovato via
Livia qualche giorno fa. Il secondo è la recensione di Lawrence Lessig che, come dice
Antonio, è un po' come se Kant recensisse i Monty Python:
Sorkin vs. Zuckerberg.
Ma, tra tutte le cose che ho letto, sono incline a considerare le riflessioni di Dave Winer come le più interessanti. «Anche se non ne esce benissimo», dice in sintesi Winer, «il film mette Zuckerberg su un livello superiore a tutti gli altri, Gates e Jobs inclusi». Nessuno mai prima di lui era arrivato a tanto. Un po' come Zeus con gli altri dei in una mitologia meno moderna e tecnologica.
Dave Winer,
The Zuckerberg movie is good for Zuckerberg>