Uno degli effetti generati dalla scossa di Wylie (puntate precedenti: 1, 2, 3) è che in Italia si sta accendendo una discussione un po' più matura sull'ebook e in generale sulla transizione al digitale. Solo a maggio, al Salone del Libro, si ascoltavano pareri che proiettavano la transizione in un punto imprecisato della retta del tempo, generalmente successivo a «fra molti anni». Erano opinioni probabilmente di facciata, funzionali alle prime trattative sui contratti, certo, ma oggi si arricchisce il dibattito pubblico. Loredana ha intervistato Roberto Santachiara su Repubblica (La guerra dell'e-book Santachiara: "Nessun accordo con gli editori") e ha poi raccolto le risposte degli editori (Gli editori rispondono). Su Affari italiani invece c'è il parere di Grandi & Associati: Anche in Italia è sfida tra agenti ed editori. Ma non per la Grandi e Associati. Questi articoli sono ovviamente stati accompagnati da diversi commenti in giro per i social network, che hanno dato un po' il polso della situazione.
Ne emerge un quadro interessante, in cui l'unica valida impressione generale è che non è stata ancora fatta sintesi sulla trasformazione cui stiamo assistendo. Ma d'altro canto nessuno ha oggi in mano altro che congetture. Siamo ancora all'inizio della fase nuova.











