Giovanni rilancia un'idea di Riccardo Luna: mettere internet nella Costituzione italiana. Può significare tante cose, ma a leggere bene si parla di inserire il «diritto all'accesso» nella Carta Costituzionale. Già altri Paesi stanno ragionando sull'acesso in termini di diritto base del cittadino e -inserimento nella Costituzione a parte, che tende ad essere una cosa complicata e forse fra 10 anni superata- è un bene che se ne parli il più possibile anche qui da noi.Ma la cosa che ho trovato molto più interessante rispetto all'idea di Luna, nel post di Giovanni, sono le osservazioni su Friendfeed come quartier generale dell'«élite polemica». E quindi la considerazione, finale, su cui vorrei riflettere: «FriendFeed ha sia strutturalmente che a livello di pratiche sociali una sua natura conversazionale, di scontro e confronto, capace di dare il polso di un certo modo di pensare alla Rete in Italia che forse non è esattamente generalista, che non rappresenta le maggioranze silenziose ma che contiene quella vis polemica che talvolta manca quando si parla di questi temi.»
Sono abbastanza d'accordo. Friendfeed è uno di quegli ambienti della rete che dovrebbe frequentare chiunque creda che internet esponga solo al daily me. Non è -forse- il social network più significativo. Anzi, non lo è sicuramente: ma se hai un'idea e vuoi testarla con l'umiltà di imparare cosa migliorare, è lì che stanno alcuni degli early adopter italiani. E dall'ascolto delle loro opinioni -anche se spesso sembra di essere in un bar di Caracas- si traggono segnali importanti su come l'idea può essere accolta da un pubblico più ampio della propria cerchia di affini.











