Nei giorni scorsi si è molto parlato del gran lavoro di Vincos, che ha prodotto un'interessante mappa della blogosfera italiana. E in giro nei social network si ragionava sul ruolo iperconnesso delle palle grandi, che però potrebbe essere -in modo controintuitivo- sopravvalutato.C'è una battuta che gira nella rete anglofona da anni e che attualizzo mettendo Obama al posto di Bush: «Ho un blog. Ho solo tre lettori. Quei lettori sono Obama, Jobs e Gates. Sono o non sono mainstream?». E' in gioco un argomento culturale: la qualità dei miei lettori mi rende più influente rispetto alla valutazione quantitativa. Ma se hai voglia di argomenti più tecnici a sostegno della stessa tesi, la Technology Review del MIT pubblica un lungo articolo in cui si sostiene che «una persona meno connessa, ma strategicamente piazzata nella zona giusta del network, avrà un'influenza maggiore nella diffusione delle informazioni rispetto ad un hub più connesso». Se vuoi essere influente, non serve avere tanti lettori. Serve avere i lettori giusti.
Technology Review, Best Connected Individuals Are Not The Most Influential Spreaders in Social Networks











