Due segnalazioni su piccole pratiche interessanti. La prima riguarda una riflessione sulla scelta dei titoli, che spesso marchia l'appeal della notizia (in un mondo in cui le news sono commodity e le informazioni sono abbondanti, ma il tempo vitale dei lettori è scarso).
Il sistema utilizzato all'Huffington Post è semplicissimo, una volta che ci hai pensato o che te lo raccontano. Lo riassumo brutalmente: si predispongono due titoli, per 5 minuti ogni utente ne visualizza uno scelto a caso, poi il sistema sceglie quello più efficace nel "generare" il click del lettore verso l'articolo. Puoi leggerne su Nieman Lab (How The Huffington Post uses real-time testing to write better headlines), che definisce «diabolicamente brillante» l'idea, e su Fast Company (How The Huffington Post Subtly Crowdsources Headlines).
La seconda segnalazione riguarda la scelta (coraggiosa) di Gawker, che mette i suoi lettori in condizione di consigliare notizie, proporre dei memo, eccetera eccetera. Ne parla la Columbia Journalism Review (Gawker Media, Potential-for-Anarchy Edition) definendolo un esperimento a metà tra l'user engagement e l'anarchia editoriale. Non sembra un giudizio totalmente lusinghiero, ma con queste piccole/grandi innovazioni di processo -in genere- conviene sempre stare a vedere prima di condannare.
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