Ieri il Corriere approfondiva con interviste il concetto di spopolamento di Second Life. Sempre ieri, Virtual Worlds News ci riportava -al contrario di quanto sostiene il pensiero conformista in linea con l'hype- i dati di grande crescita dell'economia del mondo metaforico.
La percezione italiana (e anche la "situazione" italiana) di Second Life meriterebbero un discorso a parte, strutturato e argomentato, ma la ragione per cui ne parlo oggi è il racconto di Dave Munger (sulla raffinata testata Seed), che ha affrontato la sua prima esperienza di conferenza in un mondo a tre dimensioni. Ed è una storia che assomiglia molto ai racconti che sentivamo ai tempi di unAcademy. Merita una lettura, senza pregiudizi: Attending a virtual conference - and what it tells us about the future of scientific communication
-->











