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Politologia ai tempi della rete   Politologia ai tempi della rete.


Lo ripeto spesso, me ne rendo conto, ma quello che sta accadendo nel PD è un laboratorio straordinario per toccare con mano i rapporti reali tra politica e rete in Italia. Che non sono ovviamente rapporti di comunicazione politica: sono, piuttosto, un esempio concreto delle interferenze di un nuovo spazio pubblico con l'organizzazione del consenso all'interno di una struttura di partito. E noi in Italia possiamo vederlo solo con il PD, l'unico ad avere una vita e un dibattito pubblico.
La mia teoria del Doppio PD, formulata in tempi non sospetti (prima dell'enorme successo elettorale della Serracchiani), potrebbe essere riarticolata in forma semplice: la visibilità politica all'interno di un'organizzazione non dipende più solo dalle scelte di apparato: anzi, spesso la rete innesca un meccanismo per cui alcune figure ottengono visibilità che poi i media tradizionali ratificano, creando nuovi interlocutori politici (non previsti) che si inseriscono nei giochi di potere interni. E' stato il caso della Serracchiani, come di Civati (la cui ascesa si deve a un sondaggio sui siti di Corriere, Espresso e Repubblica). Ed entrambi oggi sono dati come possibili concorrenti per al segreteria. Ma l'effetto è più ampio: in parte dipende da questo processo (che genera e ratifica anche un clima culturale) anche l'accreditamento che sta avendo il gruppo dei Piombini, che ha avuto una bella visibilità ieri anche al TG1 della sera.
L'obiezione più frequente che mi è stata fatta è questa: «Ma la Seracchiani è una donna di apparato». Come se fosse strano. E' evidente che deve essere così. Se uno vuole agire nel partito deve entrare nelle logiche di partito. La novità non è questa. La novità è che non sono più i vertici di partito a creare gli interlocutori, o non sono più solo loro. E come si nota, gli stessi vertici di partito non hanno in grande simpatia quanto sta accadendo, perchè è un modello che incrina abbastanza la tendenza di tutte le organizzazioni alla conservazione.
Quello che manca, ad oggi, è un modo per misurare il reale consenso tra spinte di apparato (legittime, quelle che determinano l'organizzazione interna) e spinte di opinione (fondamentali perchè determinano il successo politico). Le seconde, in particolare, non sono misurabili nel congresso perchè traggono molta spinta dal partito del "datemi una ragione per votare il PD che vorrei". Così, forse, ha ragione Francesco con quanto scrive sull'Unità. Ma non è la rete a volerlo, il nuovo candidato. La rete abilita solo i processi che, seguendo un bisogno e un movimento di opinione, forse ci daranno un nuovo candidato. E se probabilmente la resistenza è oggi più forte della spinta a rinnovare, la dialettica tra scelte di apparato e clima culturale è destinata a rinsaldarsi e a trovare nuovi equilibri. Fossi un dirigente politico, io su questa cosa ci farei una riflessione profonda.
Posted by g.g. | # | Commenti (2) | Media | 06/28/2009 Condividi su FriendFeed (5)

Umanità accresciuta. Come le tecnologie ci stanno cambiando, Laterza 2009
© Laterza, aprile 2009
La Società Digitale, Laterza 2006
© Laterza 2006
Blog Generation Laterza 2005
© Laterza 2005
(3a ristampa: 2007)

Geração Blogue, Presença 2006
“«Significa che bisogna dare al cittadino la possibilità di poter partecipare alla vita del suo movimento politico. E per fare questo ci sono due strade. La prima, tradizionale, basata su un ruolo attivo, vissuta in prima persona. La seconda, quella moderna, dove il cittadino, per esempio attraverso internet, può intervenire sulle scelte del partito, per esempio sui candidati, o sui grandi temi politici. Un parlamento a cielo aperto».”

- «Gli elettori parteciperanno su internet alle scelte del Pdl»

“after nine months of negotiations, the government has signed agreements with these companies that will allow federal agencies to officially post content to these sites.”

- Making it Official: Government Agencies Sign Agreements with YouTube, Flickr, Vimeo, and Blip

“The explosion of public engagement online around the bailout bill signals something profound: the beginning of a new age of political transparency. As more people go online to find, create, and share vital political information with one another; as the cost of creating, combining, storing, and sharing information drops toward zero; and as the tools for analyzing data and connecting people become more powerful and easier to use, politics and governance alike are inexorably becoming more open.”

- A See-Through Society

“Submit and vote on questions for President Obama and we will present the top ones at the next press conference”

- Ask The President

“Pasquale Cascella dell’ufficio stampa del Presidente della Repubblica da qualche tempo ha silenziosamente iniziato a mandare copia dei discorsi di Giorgio Napolitano ad alcuni blogger italiani.”

- Allargare l’orizzonte

“The people within Facebook not only believe in what they’re doing but are on the leading edge of Generation Open. It’s not merely an age thing; it’s a mindset thing. It’s about having all your references come from the land of the internet rather than TV and becoming accustomed to — and taking for granted — bilateral communications in place of unidirectional broadcast forms. Where authority figures used to be able to get away with telling you not to talk back, Generation Open just turns to Twitter and lets the whole world know what they think.”

- Generation Open | FactoryCity

“l’Istituto per le politiche dell’innovazione presieduto da Guido Scorza ha pubblicato la proposta di emendamento Cassinelli su piattaforma wiki. A questo link è disponibile il wiki dell’emendamento: chiunque può apportare al testo le modifiche che crede.”

- Wikileggi e fuori sacco di Alessandro Gilioli

“Opening the space for public listening to one another’s stories and creating an environment in which people can just “sit down and talk” disrupts the need for mediated storytelling (i.e. professional journalism or documentary filmmaking), and it provides access for self-reporting in genuine and meaningful way.”

- The Active and Participative Art of Public Listening

“Il presidente americano ufficializza la sua task force per i nuovi media La responsabile dei blog elettorali per il motore di ricerca andrà a curare i “rapporti con i cittadini””

- Un “Internet team” alla Casa Bianca l’ex manager di Google con Obama - esteri - Repubblica.it

“«Ciò che mi piace di più è poter parlare direttamente agli elettori del Missouri senza i filtri dei reporter!»”

- twitter-mania: i politici lo fanno anche dal Congresso

“Già. Ho letto che Franceschini e Bersani attaccano chi pretende di far politica coi blog. Pretende? Per la mia generazione è l’unico modo di fare ancora politica. Che dovremmo fare? Andare in sezione? A Milano la sede del Pd non c’è neppure”

- “Un errore votare Dario non si sceglie un capo in due ore”

“Facebook is studying “sentiment” behavior”

- Facebook’s “intense” year «

“Democracy shares a lot of the same values as science. Democracy is an experiment: it’s still in its early act on the world’s stage. It started with a hypothesis — people have a say in how they are governed — and it’s gone through a few versions since then. We try different things, even swapping out our equipment every few years when we need an upgrade.”

- Science and democracy

“La differenza, secondo me sostanziale, è che la società nel suo complesso sarà comunque più forte, risvegliata nella sua dimensione attiva e interconnessa da un intreccio di legami forti e deboli.”

- La reintermediazione della disintermediazione

“L’occupazione quotidiana dello spazio informativo è l’obbiettivo evidente di questo nuovo leader americano che ha capito in pieno la lezione del cosiddetto “ciclo delle 24 ore”, quel flusso e riflusso di annunci che nell’arco di una giornata devono soddisfare l’appetito insaziabile della “bestia”, di televisione, radio, Internet, quotidiani, blog, e che, se non viene placata con qualche nutrimento positivo inesorabilmente divora nella negatività chi s’illude di domarla. Almeno in un sistema di media indipendenti e non addomesticati.”

- Il piccone di Barack

“ritengo il web 2.0 una gran cosa, anche per la democrazia. Che spero che governi e governanti, anche nostranti, se ne accorgano. Ma credere alla possibilità di una funzione politicamente positiva di un fenomeno e di una serie di strumenti, non vuol dire non analizzarne i possibili slittamenti, i possibili esiti paradossali.”

- Trasparenza e propaganda: il ruolo del giornalismo in un governo web2.0

“In that sense, the device could preserve for Obama some of what his job automatically precludes: direct contact with the workaday world.”

- In Barack Obama’s White House, his BlackBerry is VIP

“The best rated ideas will be gathered into a Citizen’s Briefing Book to be delivered to President Obama after he is sworn in.”

- Citizen’s Briefing Book

“anche l’ atteggiamento dei cittadini non sembra particolarmente entusiasta di stringere rapporti meno formali con loro. Oltre che aderire ai gruppi come fan e segnare una loro appartenenza, non sembrano interessati a voler contribuire alla creazione della sfera pubblica”

- Vip e politici: falsi  amici su Facebook

“Obama gets to escape the presidential bubble via technology, after all.”

- Obama Keeps His BlackBerry