Intelligenza emotiva. Beppe lascia ai posteri una straordinaria galleria che,
sebbene lusingato per la parte che mi riguarda, sottoscrivo in pieno. Il post (attraverso le
persone) descrive perfettamente l'atmosfera della 'giornata di studio', che pure era
iniziata con la cena della sera prima.
Sottoscrivo tutto, dunque, e mi associo al giudizio complessivo:
"Lo terrò nella mia memoria cone uno di quei rari eventi positivi in cui ho ricevuto
equilibrio, valori, e buon cibo, materiale e per pensare."
Dal punto di vista dei temi. Ho imparato tantissimo, da tutti. A prescindere dalla mia relazione (che non
aggiungeva molto a quanto gia' letto su questo blog), tutti gli interventi sono stati molto
interessanti e hanno dato un forte contributo alla riflessione. Presto tutti i materiali
saranno disponibili sul weblog del convegno, insieme alla registrazione dello streaming. Se
qualcuno ritiene utile approfondire la consapevolezza sul weblog e le sue implicazioni,
troverà dei validi spunti. Ma, come dice Paolo, simili occasioni sono una 'occasione per tutti'.
No flames, party. Io, personalmente, ho apprezzato molto lo spirito collettivo e i toni
generali della discussione. La mia piccola follia è vagheggiare una comunità intellettuale
sana e moderata sul confonto di idee, non sul confronto tra persone. Per questo, IMHO, la vera ricchezza
dell'incontro è stata la celebrazione del 'punto di vista altrui' come arricchimento
personale. Come scrive Friedhel Moser:
"Oltre al sapere sono importanti i metodi con cui acquisiamo nuove conoscenze. Molte strade
portano a Roma. Chi arriva dalla via Appia antica vede una città diversa da colui che prende
l'autostrada da Firenze. [...] Avere un metodo è come non avere nessun metodo.
Solo la somma di tutti gli accessi ci schiude il quadro completo, la vera Roma."
Certo, per ragioni organizzative e limiti fisici, non eravamo tutti. Però quelli che c'erano
hanno raccontato il loro viaggio fino a Roma. E abbiamo tutti visitato una Roma (metaforica) affascinante e multiforme. E' stato bello, grazie a tutti.
Il colpo basso di Roncaglia. Ci ho messo un po', prima di scrivere questo post. Sarebbe stato più facile partendo dalel conclusioni, ma Gino Roncaglia (splendido ospite di tutti noi) ci aveva riservato una sorpresa: le conclusioni di Giovanni Bergamin, invece di concludere, hanno rilanciato verso nuove riflessioni. Il tema mi è caro (la classificazione semantica applicata ai blog) e mi riservo di tornarci in un 'a parte' nei prossimi giorni. E, forse, ne uscirà una nuova applicazione, un nuovo strumento da testare tutti insieme.
blog e giornalismo. Due parole voglio spenderle sul tema del dibattito che, non essendo costruito su relazioni, non ha materiali scritti da lasciare agli atti. Sono sicuramente il meno indicato a parlarne, ma credo che la verve argomentativa di Carlo Annese, la missione di Beppe Caravita, il punteruolo travestito di Massimo Mantellini e gli interventi di tutti abbiano finalmente riportato la discussione (ormai sterile) su basi di interesse vivo. Per tutto il dibattito i 'blog' e le 'attività giornalistiche' sono stati analizzati attraverso le 'somiglianze di famiglia' (definizione che rubo a Wittgenstein, il filosofo, non il blog) e non cercando sterili opposizioni. Si è dunque discusso sul ruolo e sui condizionamenti di chi 'fa informazione' nel suo blog, senza fare prescrizioni ma chiarendo alcuni aspetti chiave. Molto interessante a questo proposito la ricerca di Antonio Sofi (e dei ragazzi del Master in Giornalismo On Line) su come i blog affrontano l'informazione. Se Antonio pubblicasse le sue slides con un pezzo a commento, farebbe sicuramente una cosa gradita. Anche in questo caso, chi è interessato dia un'occhiata alla registrazione video del dibattito.
San Pietro e le chiavi. Volevo postare questa annotazione anche sul blog del
convegno, ma mi sono registrato da un altro computer e ho utilizzato una password che, non so perchè, ho generato per l'occasione (invece di utilizzare una di quelle che uso abitualmente nelle 2000 occasioni in clui la nostra identità è attestata da una parola chiave). Ovviamente la password non la ricordo più. Scriverò a Gino e vedrò se può aiutarmi. Intanto, con tutte queste tecnologie (non parlatemi di 'password manager') vedrò di farmi un buon foglietto di appunti.
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