Non voglio entrare nel merito di ciò che dice Scarpa sui blog. Sono sicuro che abbia detto cose sensate, anche se
io non ho capito benissimo cosa
volesse dire perchè ero distratto da una sensazione sgradevole (dovuta al tono generale da trasmissione
di Alda D'Eusanio). Ad un certo punto, però mi sono illuminato:
Alcuni newsgroup letterari sono spassosissmi ricettacoli di giudizi approssimativi,
loffiamente maliziosi, ma anche di tanta passione per la lettura. Lo stesso si può dire dei forum di discussione,
nei siti dei giornali che da un anno in qua distribuiscono libri, classici della letteratura: gente che in
tre righe dice che Queneau è frivolo, e cheppalle Faulkner, e che sì ma Thomas Bernhard non si regge&
A tu per tu con Queneau, Faulkner, Thomas Bernhard. Per non parlare dei giudizi con stellette sui siti
che vendono libri& Ah, lebbrezza barbarica di entrare in biblioteca e appiccicare caccole
sulle rilegature dorate!
A Scarpa potrà non piacere, ma il 'cheppalle Faulkner' è (IMHO) una delle massime espressioni di critica letteraria.
In maniera assolutamente
completa esprime l'unico giudizio sereno possibile nei confronti di un libro o di un autore (mi piace, non mi piace, mi
emoziona, non mi emoziona).
Il resto (direbbero Scarpa, Igino Vassilly Vassilievic Domanin e Formenti) è solo fuffa.
Se più
gente dicesse 'cheppalle Faulkner' e meno gente applicasse alla scrittura concetti tipo 'tuffo
nell'abisso e volo verso l'alto' (ops ho citato Scarpa) avremmo probabilmente tutti quanti un rapporto più diretto con la
letteratura. Meno santuari, meno santoni, meno timore reverenziale verso i libri. E un più sano
gusto per la lettura. Che, liberata da tutti quegli orpelli interpretativi e bacchettoni che oggi la appesantiscono,
è una cosa davvero bella.
-->











