Amazon e i libri al trancio

Amazon e i libri al trancio In 140 caratteri: «Amazon è per eccellenza il luogo dove i lettori cambiano abitudini»
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Quando Amazon si muove, fa notizia a prescindere. L’ultima, in ordine di tempo sta generando moltissimi commenti in rete e riguarda la decisione di pagare gli autori degli ebook non in base al prezzo di copertina ma in base alle pagine effettivamente lette.

Un po’ come la pizza al trancio (o al metro, o al taglio, come preferisci). In Italiano puoi documentarti leggendo Il Post (già citato ieri) o anche il pezzo di Federico su La Stampa.

La paura di alcuni
Molto spesso di fronte alle cose nuove la prima reazione è aver paura. Paura che, nelle discussioni parte spesso dal pezzo dell’Atlantic, che sottolinea come in questo modello si rischi di finire per premiare solo i libri che tengono incollato il lettore alla lettura.
(Il che, se ci pensi, significa un grande stimolo a scrivere meglio, e nella mia personale opinione è cosa buona e giusta).

Nella redazione di Slate scherzano: «Se i libri fossero stati pagati per pagina, Moby Dick sarebbe stato scritto così: Pagina 1: “Il mio nome è”, Pagina 2: “Ismael”».
E colgono il lato ironico: Se la scelta di Amazon premia l’attenzione e la capacità di legare il lettore al testo per farglielo leggere, «l’ironia», scrive Will Oremus, «è che molti di quelli che si sono spaventati non hanno letto fino in fondo tutta la storia».

Will sottolinea che questo cambio di paradigma non si applica a tutti gli ebook ma solo ai self-publisher che partecipano al programma Kindle Unlimited (con i diritti dati volontariamente in esclusiva ad Amazon) e alla parte di «prestito» che è un bonus di Amazon Prime.

E conclude con un’affermazione molto popolare da queste parti: l’idea di Amazon è assai intelligente perché ci obbliga a scrivere pensando al lettore. Il che significa concentrarci non sul supporto o sul denaro, ma su ciò che davvero vale nell’era del content-shock: il rapporto tra investimento di tempo di lettura e attenzione.
Infine aggiunge, non senza ragione, che il «tempo di lettura» è una metrica più interessante dei download.
Fatti un’idea e non fidarti della mia sintesi: Amazon’s Plan to Pay Some Authors by Pages Read Is Smarter Than It Sounds

Il digitale è comportamento
In realtà è più complicato di così. È vero che le nuove regole si applicano a una fascia apparentemente ristretta di autori, ma si tratta di un mercato comunque ampio che -storicamente- rappresenta l’avanguardia della scrittura e dell’editoria. Ed un cambio di regole che riguarda il modo in cui migliaia di autori guadagnano, quindi ha una sua importanza intrinseca, che porterà ad adeguamenti dello stile, della scrittura, del packaging delle opere.

Non è una novità né una predizione. Lo abbiamo già visto accadere. Se cambiano supporti, distribuzione e remunerazione, cambia il modo di pensare il libro. E se cambia il modo in cui lettore ci trova e ci sceglie, segue un altro adattamento. E se si modifica il modo in cui il nostro lavoro creativo viene ricompensato, evolve anche il nostro modo di pensare al nostro lavoro.

Qualche esempio: il passaggio dalla carta all’ebook ha modificato il rapporto di valore tra numero di pagine e prezzo. Scegliendo i libri nel scaffale di una libreria, la comparazione era intuitiva: vedevamo lo spessore del tomo, leggevamo il prezzo e decidevamo se ci pareva coerente.
Era un sistema facile, ma non necessariamente affidabile. Molti autori venivano più o meno costretti dall’editore ad aggiungere pagine per aumentare lo spessore.
Guardandola dal punto di vista del lettore, del suo tempo, e della sua attenzione era un errore di sistema. Compravi le pagine fisiche a un rapporto vantaggioso, ma disinvestivi in tempo e attenzione che non erano proporzionali ai risultati ottenuti.

Un altro effetto che abbiamo già visto accadere come conseguenza del cambiamento dei comportamenti, è la «serializzazione» dei romanzi. Esempio: arrivi con un romanzo da 900 pagine e te lo smontano in 5 pezzi più brevi. In questo modo il pricing e quindi il margine per ogni singola vendita aumenta. E si fidelizza il lettore per gli acquisti successivi.

La regola è: mai sottovalutare quanto fa Amazon perché gli innovatori dell’editoria tenderanno sempre a cercare un hack del sistema. E queste nuove pratiche poi -se funzionano- tendono a essere adottate anche da altri.
In tempi talmente rapidi che quasi non appartengono all’orologio dell’editoria.

Amazon è per eccellenza il luogo dove i lettori cambiano abitudini (magari non tutti, ma è il posto con maggiore massa critica). Dalla metà degli anni novanta, quando ha cominciato a vendere le carta online.
Ed è il posto in cui gli autori più evoluti (e digitalmente alfabetizzati) sperimentano per il pubblico più evoluto (e digitalmente alfabetizzato).
Un osservatorio sul normale di domani. Che puoi trascurare se sei un lettore con il diritto a leggere come gli pare, ma che non puoi non studiare attentamente se sei un autore o lavori nell’editoria.

Come la vedo io
Se cambi le metriche, cambi il modo di scrivere. Se le metriche spostano il valore dal numero di pagine alla qualità della pagina, tenderemo a dare maggior valore a ogni pagina che scriviamo.
E aumenterà la sintonia tra pagina e lettore. Cosa che storicamente è successa ad ogni volgarizzazione dell’editoria, a partire dai feuilleton (che oggi tutti consideriamo grandi classici).

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