Algoritmofobia (e altri post che non ho scritto)

Mac In 140 caratteri: «Dagli algoritmi che governano il mondo a quelli che ti chiedono se stai bene»
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Olivier Ertzscheid fa un inventario delle paure contemporanee, dalla tecnofobia alla nomofobia (ovvero la crisi d’ansia quando devi separarti dal cellulare), passando per la Fomo, la paura di perderci qualcosa mentre siamo offline.

Olivier, poi, citando i 10 algoritmi che governano le nostre vite, ci inserisce anche l’algoritmofobia.
Io non so se e quanto sono d’accordo sull’articolato ragionamento, ma il post (in francese) è qui: Naissance d’une nouvelle pathologie: l’algorithmophobia

Sei sicuro che vada tutto bene?
Sempre in tema di algoritmi, Jess Zimmerman -sul Guardian- racconta di come le ricerche siano monitorate da Tumblr. E nota che, in caso di persistenti ricerche su termini che potrebbero essere segnali di allarme («anoressia», «suicidio» ecc.) la piattaforma ti chiede se va davvero tutto bene e se hai bisogno di aiuto.

È sicuramente un esempio di utilizzo virtuoso, ma Jess poi pone -anche lei- più di qualche domanda sul quanto e sul come gli algoritmi debbano entrare nelle nostre vite. Il diaframma tra utilità e sorveglianza è sempre più sottile.
How do we tell when helpful interventions online are just creepy surveillance?

L’Internet delle Cose (Kafkiane)
Per non farci mancare nulla nella collezione di dubbi e incertezze sul nostro futuro rapporto con le tecnologie, Jay Stanley mette insieme uno stimolante pezzo di scenario. Il punto centrale è capire, dice, se le macchine avranno mai la capacità di giudizio di un umano. Con tutti i problemi che ne conseguono.
Anche qui non so quanto sono d’accordo, ma solo il titolo dovrebbe invogliarti alla lettura: The Internet of Kafkaesque Things

Chiusura con un po’ di ottimismo
Tanto per spezzare questo insinuante filo legato alle paure, il «tecno- ottimista» Javier Celaya propone un documento di 72 pagine (in PDF, EPUB, o MOBI) sui modelli di business dell’editoria del futuro.
Trovi tutto qui: New Business Models for Publishing in the Digital Age

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