5 consigli a un giornalista di carta

Se io fossi un giovane giornalista che sta iniziando la carriera, magari in un giornale

di carta o in un redazione, mi porrei il problema di un futuro professionale che deve durare qualche

decina di anni, con un mestiere che nel frattempo cambierà continuamente.

E cambierà a una velocità che non ha precedenti nella storia.

Se la immaginiamo nei prossimi 30 o 40 anni, non è forse la carriera più sicura da fare. Anzi.
Ma

quando gli scenari cambiano, si aprono anche delle opportunità. Così, se dovessi esercitarmi a fare

un ragionamento speculativo, probabilmente mi darei questi consigli.

Che non pretendono di essere esaustivi, né i migliori possibili. Ma mi valgono come appunti.

1. Blogga o non esisti.

Può suonare forte, ma è solo una variante banalizzata di un vecchio detto americano:

If You Didn’t Blog It, It Didn’t Happen.

Dopo 10 anni di blog, ho imparato diverse lezioni. Da un lato è una palestra importante per apprendere

la grammatica della comunicazione digitale e per svecchiare il linguaggio. I feedback dei lettori ti aiutano

a capire molto bene come scrivi e come puoi migliorare.

Ma il blog è un punto di presenza personale importantissimo in rete ed è l’approdo naturale su

cui archiviare i propri contenuti (i social network, come Facebook e Twitter, fanno un altro lavoro, più

simile alla distribuzione).

2. Se il mestiere cambia continuamente, il tuo capitale sei tu.

Lo stanno dicendo in tanti. Buona parte del lavoro tradizionale nelle redazioni -così come lo concepiamo oggi-

è sempre più irrilevante, inutile

e anacronistico. Le notizie sono commodity e la produzione di semplici news tenderà ad assomigliare sempre più al lavoro dei polli di

batteria.

Il tuo nome è il tuo brand. E va associato a una produzione sempre più di tipo «autoriale». Ormai

sempre più persone non guardano più alla testata, ma cercano la «voce» che sappia dare un valore

aggiunto nella comprensione dei fatti e della complessità.

Non buttar via le vecchie cose che hai imparato, perchè servono sempre. Ma non bastano più, quindi

impara le nuove

skill. Ricostruisci il tuo rapporto con le fonti. Acquisisci information literacy.

Abituati a usare la scrittura sul web, che è molto diversa da quella della carta. Anche in

relazione a concetti

target="_blank">importanti ed etici.

Trova una tua voce, dialoga con i tuoi lettori. Renditi riconoscibile.

Non sappiamo se tra cinque o dieci anni esisteranno ancora le redazioni come le intendiamo oggi. Nè come si monetizzerà

il lavoro intellettuale e creativo. Ma qualsiasi sia la soluzione, se devo scommettere una birra, il valore che nessuno potrà toglierti e che potrai spendere è

la riconoscibilità del tuo nome.

E la qualità di quello che sai fare.

4. Impara dagli smart guys.

L’assunto di partenza è che il mondo cambia in fretta. E se -invece di inseguirli- vuoi essere «davanti» ai tuoi lettori

(e quindi essere credibile per loro), devi obbligarti ad avere una comprensione profonda e rapida

di quello

che sta accadendo.

La tecnologia corre in fretta, e la tecnologia non riguarda solo se stessa. Se appena ci stiamo abituando

al fatto che i nostri lettori leggono sempre più attraverso gli

smarthpone, già domani potranno farlo attraverso gli occhiali

intelligenti (e lo dice l’Economist). Se cambiano le regole del gioco, cambia il tuo mestiere.

Quindi apri Google Reader, usa Prismatic o Zite, scegli il modo più congeniale. Ma comincia a seguire le persone che leggono

le tendenze e te le raccontano. Ti aiuteranno a capire come cambiano i tuoi lettori e il mondo

intorno a te (qui hai un primo elenco).

4. Costruisciti una platform.

L’idea di platform è semplice ed è diventata famosa tra gli scrittori americani (perchè anche vendere

libri, ormai, è diventato un problema diverso dal passato). I tuoi lettori vogliono leggerti ovunque

e devono poterlo fare.

Il modo migliore per costruirsi una platform è quello di essere utile agli altri. A questo punto -se hai fatto i passi precedenti-

dovresti avere un blog. E un sistema di fonti che funziona. Ci sono due lavori che devi imparare a

fare e che sono importanti per i tuoi lettori.

Il primo è quello di filtro. Usa Twitter (come ad esempio faccio io) per condividere le cose più

interessanti che leggi quando fai la tua rassegna mattutina su Google Reader o Prismatic.

Il secondo è quello di curation. Metti insieme spunti e ragionamenti per costruire un contesto

nuovo, semplifica ai tuoi lettori la comprensione di una complessità che richiede tempo e competenze. È

questo il valore aggiunto del giornalismo moderno.

5. Pensa al futuro.

Non interessarti esclusivamente del «mondo come funziona oggi». La carriera è una cosa lunga. E anche

se oggi sei tra i fortunati e hai uno stipendio, il tuo deve essere un investimento a lungo termine.

Quindi studia, perchè siamo costretti a non smettere mai di imparare. Prova i nuovi strumenti, sperimenta

diversi modi di narrazione, di approccio alle cose. E fai tuo il mantra della silicon valley, chè serve

sempre: sperimenta, sbaglia, sperimenta meglio.

Come link bonus, magari serve, ecco le 10 tendenze del

giornalismo nel 2013.

Twitter: @gg.

(L’immagine è presa dal link dell’Economist)

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