40k

Una mattina di fine aprile a Milano, durante una colazione all’aperto, ragionavamo con Marco Ghezzi e Marco Ferrario su cose di cui, in fondo, discutevamo da mesi sui blog e ai convegni. I temi erano quelli di questi tempi: come sta cambiando l’editoria, gli ebook e i formati nuovi che si possono immaginare.
In particolare ci piaceva l’idea di poter pubblicare libri in diverse lingue e di lavorare su racconti, novelette e brevi saggi focalizzati.
Abbiamo discusso a lungo su come caratterizzare i testi (non sapevamo ancora che avrebbero avuto le bellissime copertine di Roberto Grassilli). Ma concordavamo già allora su una cosa: dovevano essere lunghi sulle quarantamila battute, ci dicevamo, usando questa “distanza narrativa” come esempio. «Chiamiamola 40k», ha detto Marco Ghezzi.

Così abbamo cominciato a lavorarci. E il risultato è 40k Books. C’è ancora molto lavoro da fare sul sito (l’accesso a libri in diverse lingue e per diversi mercati non è affatto facile da strutturare in maniera convincente), ma ci siamo resi conto che senza i feedback e senza ascoltare i lettori non era possibile trovare una buona soluzione. In fondo non c’è nessuna fretta di individuare subito la soluzione ottimale, per ora. Imparare, sbagliare, migliorare. A poco a poco ci proveremo.

I protagonisti veri, alla fine, sono i libri. E dalla fine della prossima settimana, giorno più giorno meno, i primi titoli saranno in vendita (su Bookrepublic, che è il progetto fratello, e ovviamente altrove). Tutte le novita in formato di chiacchiera, per i prossimi giorni e per le prime uscite, le trovate su Twitter e su Facebook. Per il resto c’è il sito e, magari, un po’ di buona fortuna.

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