3 cose su Whatsapp e sulla dittatura del messaggio

Festival delle letterature (Boccia Artieri, Mantellini)In 140 caratteri: «Whatsapp. Due piccole spunte, un grande casino di implicazioni». Tweet this!

L’altra sera (dopo la chiacchierata su come cambia la scrittura al Festival delle Letterature), a cena si parlava delle (ormai) famose doppie spunte blu di Whatsapp.
Nel caso tu fossi uno dei due o tre che non ne hanno sentito parlare, le due spunte che prima segnalavano il messaggio come consegnato, ora diventano blu se il messaggio è stato effettivamente letto.
Due piccole spunte, un grande casino di implicazioni.

1. Il quadro generale
Molti di noi lo sanno in modo intuitivo, ma magari non lo razionalizzano. La vita e le relazioni sociali, in rete, si caratterizzano per il fatto che tante informazioni che nella vita reale sono implicite (o sconosciute), con il digitale diventano esplicite.
Se vai dal fruttivendolo e ci chiacchieri, probabilmente non conosci nome e cognome, la scuola che ha frequentato, le sue preferenze, quali sono i suoi amici. Se lo vedi su Facebook tutte queste informazioni letteralmente «emergono». Diventano esplicite. E vengono storicizzate.
E come le informazioni, anche i comportamenti delle persone.

Questo ci dovrebbe portare a capire quanto effettivamente ci denudiamo in pubblico. Uso la parola «denudare» non a caso. I vestiti sono una delle nostre protezioni personali. Ci riparano dalla vista, tengono per noi ciò che riteniamo più intimo.
Uno degli esempi più potenti per far capire quanto effettivamente riveliamo di noi è l’idea del vestito che diventa più trasparente man mano che condividiamo informazioni, denudandoci. Mostra su un piano fisico le implicazioni di quanto facciamo -spesso senza curarcene- nello spazio immateriale.
Guarda tu stesso: 3D printed ‘Naked Dress’ exposes your skin as you give away data online

2. Tempo e attenzione sono dati sensibili
La doppia spunta colorata di Whatsapp, in questo contesto, rivela dati sul nostro tempo, sulle nostre preferenze e priorità (“mi hai letto ma non mi hai risposto”) e sulla nostra attenzione.

Ma avere dati su tutto (dovremmo essere sempre consapevoli di questo, correndo verso la «Società dei Dati») non è sempre utilissimo.

In un contesto professionale sapere se qualcuno ha letto o no il nostro messaggio può essere importante per prendere decisioni. In un contesto personale, tanto per tornare al «denudare» di prima, potrebbe assomigliare molto ad avere gli occhi del vicino in bagno o in camera da letto.
Va cercata una mediazione tra utilità e spazi personali, ed è una cosa su cui non bisogna perdere la concentrazione.

Chi progetta le nostre relazioni sociali mediate dagli strumenti digitali lo fa con un suo obiettivo, che però può non essere il nostro.
In questo caso, Giovanni diceva lucidamente a cena: «La ragione per cui Whatsapp ha interesse a imporre la spunta blu (e non per esempio a renderla opzionale come altri software fanno) è perché il flusso informativo è il suo business e tutto ciò che lo incrementa fa parte del processo di espansione dello strumento. La spunta blu serve insomma a farci usare Whatsapp sempre di più».

3. Approfondimenti e contromisure
Massimo (anche lui a cena con noi l’altra sera) ha ragionato sul contesto ampio e ti consiglio di leggerlo: La svolta sincrona di Whatsapp.

Il Post poi ti dà le basi e -se vuoi- un paio di trucchi per difendere la tua camera da letto: 10 cose che forse non sapete su WhatsApp

(La foto di Giovanni e Massimo al Festival, è di Carla)

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